Via dei Crociferi, la strada delle chiese barocche
Via dei Crociferi, Catania — foto: Antony-22 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Due strade a pochi metri l'una dall'altra e due modi opposti di stare in città. Via Etnea è il movimento: vetrine, passeggio, l'Etna che chiude la prospettiva in fondo. Via dei Crociferi è il silenzio: trecento metri di chiese barocche allineate, patrimonio UNESCO, che si percorrono in cinque minuti e meritano mezz'ora. Vale la pena camminarle entrambe, possibilmente in momenti diversi della giornata.

Via Etnea, la linea che punta al vulcano

Via Etnea parte da Piazza del Duomo e sale verso nord in linea retta per chilometri. Fu tracciata nella ricostruzione settecentesca e il suo orientamento non è casuale: in fondo alla strada, nelle giornate limpide, si vede l'Etna. È l'asse commerciale della città, con negozi, caffè storici e i palazzi che scandiscono il percorso; lungo il tragitto si aprono Piazza dell'Università e Piazza Stesicoro, dove è visibile l'anfiteatro romano.

Via dei Crociferi, trecento metri di barocco

A poca distanza, via dei Crociferi è l'opposto: una strada breve, silenziosa, che allinea in pochi metri una successione di chiese e conventi settecenteschi. Si imbocca passando sotto l'Arco di San Benedetto e si percorre in pochi minuti, ma vale la pena farlo lentamente. Fa parte del riconoscimento UNESCO per il tardo barocco della Sicilia orientale.

Cosa guardare

Su via dei Crociferi si affacciano la chiesa di San Benedetto, quella di San Francesco Borgia, la chiesa di San Giuliano e il collegio dei Gesuiti. Gli interni non sono sempre visitabili e gli orari sono irregolari, spesso legati al volontariato: se trovate una porta aperta, entrate. La scenografia della strada, con le scalinate e i prospetti che si rispondono, funziona comunque anche solo dall'esterno.

Il momento giusto

Via Etnea dà il meglio nel tardo pomeriggio, quando si riempie di passeggio. Via dei Crociferi al contrario si gode la mattina presto o dopo cena, quando è quasi vuota e l'illuminazione radente lavora sulle facciate. Sono entrambe a pochi minuti a piedi dall'appartamento.

Un giro ad anello

Un percorso che funziona: partire dal Duomo, salire per via Etnea fino a Piazza dell'Università, tagliare verso via dei Crociferi, arrivare al Monastero dei Benedettini e rientrare passando dal Teatro romano. Sono poco più di due chilometri complessivi, tutti dentro il centro storico.

Piazza dell'Università e Piazza Stesicoro

Risalendo via Etnea si incontrano due piazze che vale la pena non attraversare di corsa. Piazza dell'Università, con i palazzi che si fronteggiano e i lampioni in bronzo, e Piazza Stesicoro, dove un grande scavo aperto mostra i resti dell'anfiteatro romano diversi metri sotto il livello stradale attuale. È un'altra dimostrazione di quanto la città sia cresciuta sopra sé stessa.

L'Arco di San Benedetto

L'ingresso di via dei Crociferi passa sotto l'Arco di San Benedetto, che collega i due corpi del monastero benedettino scavalcando la strada. La tradizione racconta che fu costruito in una sola notte per aggirare un divieto. Vero o no, è il punto in cui la strada cambia registro: da lì in poi il rumore di via Etnea sparisce di colpo.

Le chiese di via dei Crociferi

Vale la pena sapere cosa si sta guardando. Salendo la strada si incontrano, in successione, la chiesa di San Benedetto con il suo scalone e il portale in marmo, la chiesa di San Francesco Borgia preceduta da una doppia rampa, il collegio dei Gesuiti con il chiostro interno e la chiesa di San Giuliano, con la caratteristica facciata convessa. In pochi metri si concentrano quindi quattro complessi religiosi diversi, tutti ricostruiti dopo il terremoto del 1693 e tutti realizzati in un arco di tempo relativamente breve, il che spiega la loro straordinaria coerenza stilistica. Gli interni non hanno orari regolari: alcuni sono gestiti da associazioni di volontariato, altri aprono in occasione di eventi o concerti. Se trovate aperto, entrate senza pensarci; se trovate chiuso, la strada resta comunque uno degli insiemi urbani più riusciti del barocco siciliano, e si percorre in cinque minuti.

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